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Perché questo blog

Noi giovani redattori dell'Istituto Catanoso- De Gasperi, ci rivolgiamo soprattutto agli studenti del nostro Istituto, ai docenti e agli altri operatori scolastici, ma anche a chiunque mostri curiosità per il mondo della scrittura. Il blog contiene i resoconti di tutte le iniziative della nostra scuola, le informazioni relative a tutte le manifestazioni a cui la scuola partecipa, le interviste alle persone che abbiamo conosciuto durante l'anno e che hanno condiviso con noi il loro tempo e la loro professionalità.  Schoolofblog. Buona lettura!

La redazione del Blog

Le storie che non fanno la storia #1 alcune curiosità sulle civiltà precolombiane

Aggiornamento: 11 dic 2024




L’America rimase sconosciuta al resto del mondo per migliaia di anni. Prima che questa terra fosse scoperta e colonizzata dagli Europei, vide fiorire delle grandi civiltà: Maya, Aztechi e Inca. Queste civiltà vengono definite dagli studiosi “precolombiane”, perché esistenti sul continente prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo.

Queste e altre informazioni più conosciute, sono facilmente reperibili su ogni buon libro di storia che si rispetti. Quello che noi vorremmo raccontare, invece, è ciò che non si conosce di questi popoli. Alcune curiosità, insomma, dimenticate e sepolte sotto la pesante coltre del tempo. Nate da ricerche archeologiche moderne, queste piccole notizie riescono a darci un’immagine più completa sugli usi e i costumi, a volte anche macabri, di questi popoli ormai dimenticati.

 

·      Avevano una concezione ciclica del tempo. Non c'era una progressione continua di date, come nella nostra visione attuale, ma a un certo punto... si ricominciava a contare da capo. Ecco perché la presunta "Profezia Maya" del 21 dicembre 2012, oltre a non essersi avverata, non avrebbe avuto alcun valore negativo. In quella data terminava il cosiddetto "Computo lungo", un ciclo di 1.872.000 giorni (5.125 anni) iniziato l'11 agosto 3114 a.C. Il calendario si sarebbe azzerato, ritornando alla data dell'origine della creazione: un momento di rinascita, che secondo i Maya era già avvenuto altre 4 volte. Per scandire i periodi più brevi c'erano altri due calendari, uno sacro di 260 giorni (detto Tzolk'in) e uno solare di 365 giorni basato sul ciclo delle stagioni, simile al nostro.


·      Studiavano le stelle, ma non avevano astronauti. Il celebre "Astronauta di Palenque", il protagonista di un bassorilievo presente sul sarcofago di una tomba maya a Palenque (nel Chiapas, Messico), più volte paragonato a un antico astronauta seduto all'interno di una navicella spaziale, altro non era che un personaggio storico realmente esistito. Non un cosmonauta, come alcune interpretazioni fantascientifiche su questi popoli vuol far credere, ma un re, K’inich Janaab’ Pakal (603-683 d.C.), i cui resti sono contenuti nella tomba. Il sovrano è rappresentato probabilmente nel momento del trapasso, sospeso tra il mondo dei vivi e l'aldilà.

 

·      Amavano gli sport estremi. Il gioco della palla o ulama era una delle manifestazioni religiose più importanti e diffuse in Mesoamerica. Poteva essere praticato in grandi spazi aperti o in strutture con bassi muretti e anelli di pietra alle pareti in cui far passare una palla di caucciù. Nella variante Maya del periodo Postclassico (dopo il 900 d.C.) si doveva colpire la palla soltanto con le anche o con le cosce; se una squadra riusciva a farla passare in uno degli anelli sospesi, si metteva in tasca automaticamente la vittoria, e il capitano dei perdenti veniva decapitato (anche se alcuni sostengono che fosse la squadra vincitrice a offrire la vittima sacrificale). Con il tempo l'aspetto del sacrificio si perse, e il gioco della palla divenne sempre più un evento "da stadio" e un'occasione per fare scommesse.


·      Le donne erano importanti. Le donne ricoprivano comunque ruoli chiave nella società: se questo non è emerso a sufficienza, la colpa è in parte di un'interpretazione storiografica a senso unico operata dagli europei. Le donne maya cucivano i tessuti e cucinavano i cibi usati in rituali e sacrifici. Inoltre, le spille ritrovate in alcuni siti archeologici - non adatte a una tenuta "casalinga"- provano che in alcune occasioni potevano anche presenziare a riti pubblici. Alcune iscrizioni testimoniano anche il ruolo di donne maya come leader politiche e guerriere.

 

·      Avevano un alfabeto paragonabile a quello egizio. I glifi, ritenuti a lungo soltanto rappresentazioni di divinità e date, erano invece una scrittura logo-sillabica vera e propria, fatta di segni che potevano rappresentare sia parole con un senso compiuto, sia sillabe. Fu lo scienziato russo Jurij Knorosov il primo ad attribuire a questo codice di circa 800 simboli un valore fonetico, a capire, cioè, che i glifi rappresentano suoni specifici.

 

·      Non sono del tutto spariti. Parte delle tradizioni e del corredo genetico Maya rivive nelle popolazioni dell'America Latina, in particolare in Guatemala. Si stima che 5 o 6 milioni di guatemaltechi siano in qualche modo eredi della popolazione precolombiana. In Guatemala sopravvivono inoltre le lingue Quiché, Cakchiquel, Mam, Kekchí e altre lingue native dei diversi gruppi etnici riconducibili alla cultura Maya.

 

IIF Secondaria, Cannavò

 

 

 
 
 

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